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| ACRILICO SU COMPENSATO |
Cantante, musicista, pittrice, scrittrice, artista poliedrica "LEI" non riesce a frenare i propri pensieri e la propria mano che la porta a scrivere o le impone di disegnare. Intrappolata nella sua voglia di imparare "LEI" scruta il mondo da sotto il cappuccio della sua felpa preferita e ce ne riporta una visione personale a volte grottesca, contraddittoria o terribilmente realistica.
mercoledì 10 aprile 2019
sabato 23 marzo 2019
DUE GATTI IN UN POLLAIO
La
mia casa è infestata, e per infestata non intendo fantasmi,
spiritelli o quelle baggianate li', intendo che l'infestatore è
palpabile e ben visibile.
Ha
le sembianze di un piccolo felino:quattro zampe, pelo maculato bianco
e nero, occhi verdi, peso nella norma, insomma quello che i
veterinari definiscono tipico gatto europeo.
Il
suo nome è Garcia e da quando è qui, credo che il suo scopo nella
vita sia di rovinare la mia.
Non
penso voglia farmi completamente fuori,semplicemente per il fatto che
non avendo i pollici opponibili non potrebbe aprire da solo la
confezione delle crocchette e pensandoci bene nemmeno andare a
comprarle.
Certo,
potrebbe uccidermi per poi gridare a squarciagola dalla finestra
attirando così l'attenzione di qualche passante, essere salvato
dai vigili del fuoco, finire sulle maggiori testate giornalistiche,
partecipare alle principali trasmissioni pomeridiane con evidenti
lacrime da coccodrillo (alla quali io non avrei diritto di replica
essendo coperta da qualche metro di terra) per poi diventare
opinionista fisso del più' famoso format criminologo della TV
italiana.
Una
carriera sicuramente migliore di quella del “gatto con gli stivali”
anche se per il momento si limita a sabotarmi e procurarmi contusioni
escoriazioni mancanza di sonno ecc...ecc...
Maledetto
fu quel giorno in cui lo vidi miagolare incastrato in un rovo,
piccolo innocente, abbandonato, ferito e con uno sguardo che diceva “
se mi tocchi te la faccio pagare”.
Ma
io impavida, e mossa dal senso civico che la società ci impone lo
presi e lo portai a casa.
Quale
sbaglio!!! Quale pecca!!!
Per
quel che so' avviene che, ad ogni gatto per quanti giochi, palline,
topolini finti si possa comprare, egli finirà sempre per giocare con
cose che a noi umani non è concesso vedere.
Garcia
no, il suo gioco preferito sono io.
Dapprima
le mie gambe:ci si aggrappava talmente forte che ci voleva un piede
di porco per staccarlo.
Pian
piano cominciai a capire quando stava per azzannarmi e lo ricorrevo
con la ciabatta.
Che
crudeltà penserete voi, già! Ma voi non avete le gambe a strisce
rosse.
Dopodiché
comincio' il periodo delle palline: gli comprai delle palle di gomma
colorate, per distrarlo ma anche questo mi si ritorse contro:
questa dannata palla di pelo nullafacente conoscendo i miei
spostamenti nella casa le faceva rotolare tra i miei piedi mentre
camminavo, con conseguente scivolone e contusione dove non batte il
sole.
Scomparse
le palline si trasformava lui stesso in pallina umana, intrufolandosi
tra i miei piedi, con la medesima conseguenza per il mio povero osso
sacro.
Provai
a rinchiuderlo nell'armadio per castigo ma lui sapeva come uscirne e
dopo un po' diventò il suo gioco preferito, si nascondeva
nell'armadio e quando lo aprivo mi saltava in faccia, provocandomi
graffi oltre a pericolosi principi di infarto.
A
ecco, non vi ho ancora detto delle torture sonore : ci sono dei
momenti in cui, non sapendo come darmi fastidio, si mette a miagolare
talmente forte che i vicini pensano che io abbia un bambino.
Altre?
quando dimentico la porta del bagno aperta si getta nella vasca
mentre faccio il bagno, quando faccio il riposino mi morde la testa,
quando parlo al telefono mi morde le guance, quando scrivo a computer
sale sulla tastiera, quando leggo un libro si mette tra me e le
pagine e, da ultimo, quando guardo la televisione si mette davanti
alla schermo in prefetta e maestosa posizione da sfinge.
Ho
inventato anche il lancio del gatto cosa che a lui non tocca
nemmeno dato che i gatti cadono sempre in piedi. Anzi si diverte
pure.
Perché non
lo chiudo in camera? perché sa aprire la porta e se blocco la
maniglia la gratta la mangia la distrugge.... e chi paga???
Perché non
vado in palestra? rincorrerlo con la ciabatta batte due ore di
spinning, cycling, corsing....e tutti quelle cose che finiscono con
'ing che promettono addominali da urlo, cosce lunghe e sinuose, petto
sodo e un lato B degno di nota. ( che poi non capisco perché si
chiamano corsi se si fa di tutto tranne che correre..ma avremo tempo
di parlarne)
D'estate
si mette in bella mostra sulla finestra e tutti i passanti lo
salutano "ciao micetto"," come sei bello" e guai
se qualcuno non lo saluta.....stavo anche pensando di mettere un
salvadanaio, un euro per ogni ciao, per lo meno si guadagna le
crocchette o posso riparare le porte che distrugge.
Ora
vi domanderete se questo gatto non fa mai le fusa.
Certamente!
Ogni
sera, alle ore 20.00, puntuale come un gatto svizzero, questo
“mangiacrocchetteatradimento” mi costringe a sedermi sul divano,
mettere la copertina di lana sulle gambe “anche d'estate” e
coccolarlo, ma non come si coccolano i gatti.
Mi
spiego meglio: Sua Gattità vuole essere coccolato ma prima di
tutto guardato, non puoi grattargli la testolina mentre guardi
la tv o parli con qualcuno, Siammai!
Devi
fargli le coccole mentre lo guardi e se ti distrai ti richiama
all'ordine prendendoti a zampate in faccia.
Potrei
raccontarvene altre mille ma è meglio fermarmi qui dato che il
protagonista della storia è seduto sulla sedia dietro la mia, con
l'aria da sornione, ma sono sicura che sappia cosa sto scrivendo per
cui credo sia meglio non dargli ulteriori motivi per cercare lo
scontro.
Vi
lascio dicendo anche a voi quello che dico a lui ogni volta che lo
rincorro con la ciabatta:
“
la
prossima volta...prendo un orso”
mercoledì 13 marzo 2019
SOL QUADRO
venerdì 1 febbraio 2019
RICORDATI DI ESSERE FELICE
Il diritto alla felicità
non è un attimo fuggente, non è un euforia passeggera, non è un
goal al 90° minuto ma qualcosa di più' sostanzioso.
Ciascuno di noi è felice
nel modo e nel momento in cui decide di esserlo.
Non voglio essere felice
per sempre, voglio esserlo per oggi: in questo momento voglio godere
di quello che ho, viverlo e non darlo per scontato.
La felicità non si può'
misurare e non è democratica, o si è felici o non lo si è.
Bisogna pero' prestare
molta attenzione a quello che si vuole perché ad ogni diritto
corrispondono in egual misura dei doveri.
Se voglio essere felice,
dovrò' impegnarmi ad esserlo.
Avrò il dovere di godere
di quello che ho, impegnandomi con tutta me stessa.
Avrò il dovere di non
lamentarmi di quello che ho che non ho.
Dovrò svolgere tutti i
miei compiti quotidiani non per forza “ma perché queste cose mi
faranno stare bene".
Insomma se voglio essere
felice devo entrare in un loop di pensieri ed azioni positive, devo
istruirmi, giorno per giorno, imparare a controllare i pensieri
evitando che la mia mente lo faccia per me.
Perché, quando mi
dimentico di pensare, la mia mente mi impone i suoi pensieri
preconfezionati e negativi, come il pensiero di non essere
all'altezza in certe situazioni, di non meritarmi proprio quello che più desidero ,l'amore, un lavoro migliore etc.
Perché spesso sono pensieri brutti? a me piace pensare che sia perché la mente per
definizione ed etimologia della parola stessa MENTE.
Ora sorge un'altro
problema.
Pur smascherando tutte le
bugie che la mia mente mi dice essa non vuole sentire ragioni, Come
fare?
Ho inventato uno
stratagemma: mentire alla mente per arrivare alla verità partendo da un semplice principio matematico: -1+1 = 0.
Vado ad alimentare la
bugia del mio cervello (-1) con un'altra bugia (+1) arrivando ad
azzerarla.
Ora al posto di quel
brutto pensiero ho uno spazio vuoto che posso riempire con pensieri
positivi.
Senza dimenticare di
passare all'azione per portare sul piano reale il pensiero ed
affrancare la situazione positiva.
Se posso pensarlo posso
farlo.
E se le cose non vi sono
state molto chiare riassumo quello che mi dico ogni mattina:
LAVATI I DENTI, LAVATI LA FACCIA
E RICORDATI DI
ESSERE FELICE
giovedì 17 gennaio 2019
HO VENDUTO LA MIA COLT
Quante
vite ho vissuto?
Dieci,
cento mille, ormai non le conto più'.
Sono
stata bimba adolescente, donna.
Sono
stata protettiva, egoista, altruista, bionda , mora,cuoca provetta e
compagna amorevole
Amante
amata e ribelle, ragazza fragile e temuta.
Puma,
pantera, leone serpente, aquila pericolosa.
Tenero
gattino bisognoso di cure e cagnolino affettuoso.
Tante
cose ho imparato nella mia vita tranne che a vivere.
La
mia intelligenza è sempre stata mera conoscenza, nozioni su nozioni
che all'atto pratico non servivano a nulla.
Di
un unica cosa sono sicura, di avere sbagliato tanto, se non tutto, e
con sbagliare, non intendo quegli errori giusti, gli errori che ti
fanno crescere, quelli che ti fanno imparare .
No
signori!
Io
ho volutamente fatto quegli errori che distruggono tutto, quegli
errori irrecuperabili, quegli errori disastrosi che non sai nemmeno
come hai fatto a fare un tal casino.
Errori
che come carri armati lasciano dietro di se solo rovine e morte.
Tutto
quello che c'era prima un attimo dopo non c'era più'.
La
verità signori è che la mia è stata pura vigliaccheria, perché di
fronte a difficoltà, piuttosto che affrontarle e raccogliere i pezzi
per andare avanti,preferivo distruggere tutto e ricominciare da capo
e da capo, e da capo.
10,100,1000
vite.
Questo
è tutto signori!
Non
ho più' rimpianti ne rimorsi. Nulla che mi faccia compagnia.
Le mie ossa
scricchiolano sotto il peso delle mie parole.
Le mie gambe da tempo non rispondono più' ai miei ordini ed ho venduto la
mia Colt.
Giudicatemi
voi tutti e fatelo senza pietà.
Condannatemi signori all'ennesima nuova vita
venerdì 4 gennaio 2019
QUANTO PESA L' INTELLIGENZA?
Era
un cestino intelligente.
Osservavo,
ormai non più stupita ma divertita, come un piccolo cambiamento
possa provocare tanto sconquasso nel quartiere.
Ed infatti, è da due giorni che il cestino è pieno, ed ora non lo guardo più con aria divertita e amichevole ma con una sorta di compassione.
E' come se lo sentissi gridare, con forza ed insistenza, segnalare e reclamare aspettando con impazienza che qualcuno lo liberi dalla spazzatura.
Un
grande cubo verde scuro largo ed imponente. Al posto del coperchio
aveva una discreta apertura rotonda e sulla parte posteriore portava
la scritta
"SONO
UN CESTINO INTELLIGENTE,
SEGNALO AGLI OPERATORI SE SONO PIENO O VUOTO,
OTTIMIZZO I CONSUMI E SALVAGUARDO L'AMBIENTE.
USAMI CON CURA."
Ce
n'erano diversi sparsi per il quartiere ma quello era il mio
preferito.
Forse
perché a causa della sua posizione centrale destava l'attenzione di
tutti i passanti.
Il
cestino intelligente dava l'idea di osservare ogni singola mossa di
ogni singolo passante incutendo una sorta di riverente paura, tanto
che diverse persone si facevano rasenti al muro pur di passargli il
più' lontano possibile.
C'era
chi indignato polemizzava su come il sindaco gestisse " i nostri
soldi" e c'era persino chi si guardava attorno per cercare "il
cestino dell' immondizia" mettendosi la carta della caramella in
tasca col proposito di buttarla una volta arrivata a casa.
Anche
io pensai che fosse una idea strana. Il "cestino intelligente" può anche segnalare agli operatori di essere pieno, ma se questi non lo svuotano tanto vale lasciare i vecchi cestini.
Ed infatti, è da due giorni che il cestino è pieno, ed ora non lo guardo più con aria divertita e amichevole ma con una sorta di compassione.
E' come se lo sentissi gridare, con forza ed insistenza, segnalare e reclamare aspettando con impazienza che qualcuno lo liberi dalla spazzatura.
Torno a casa pensierosa.
Il
cestino non porta solo il peso della spazzatura ma anche il peso
della sua intelligenza.
Ed ad
oggi mi domando ...quanto pesa l'intelligenza?
sabato 29 dicembre 2018
L' AMORE ...
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